Circolo Legambiente Afragola

Benvenuti nel blog del circolo Legambiente "AfrAmbiente" di Afragola (NA), via Francesco Russo 55, c/o Circolo degli Universitari, Afragola. Indirizzo e-mail: aframbiente@yahoo.it

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Utente: AfrAmbiente
Nome: Circolo Legambiente "Aframbiente"
Sede: Via Francesco Russo, 55 - Afragola (NA) Presidente: Giusiana Russo Vicepresidente: Carmine Valentino Direttivo: Salvatore Iavarone, Raffaele Del Mondo, Andrea Valentino, Giuseppe Di Lena, Vincenzo Tamarindo.

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venerdì, 02 ottobre 2009

Puliamo il mondo 2009: le periferie ed il centro


Puliamo il mondo 2009 ad Afragola


Le luci del centro sono sempre troppo distanti e fioche. La periferia rimane collocata sul filo del rasoio, ad un passo dal baratro. Di chi è la colpa? Le colpe sono da dividersi equamente tra le varie compagini. Gli abitanti della periferia tendono a cullarsi nelle loro miserie e non lavorano sulla possibilità di emergere dalla condizione di emarginati. Il centro, intanto, continua a tenerli a distanza a causa dei pregiudizi e delle barriere culturali che si sono create con il tempo tra i due mondi. E’ una continua guerra del silenzio: tutti tacciono e nessuno prende atto della situazione, la forbice continua ad allargarsi paurosamente. La soluzione sarebbe semplice e dettata dalle esigenze e dal buonsenso: non deve esserci, da parte del centro, una politica dell’accoglienza degli emarginati ma al contrario, bisogna allargare il centro, comprendendo tutto quello che oggi è periferia all’interno del tessuto sociale più sviluppato. Giungo al punto della questione con un esempio pratico: il rione Salicelle dovrebbe e potrebbe diventare un luogo frequentato da tutti gli afragolesi, e soprattutto dalle istituzioni! Quest’anno “Puliamo il mondo” si è svolto proprio all’interno del quartiere. Il segnale che si voleva dare era proprio questo: recuperare uno spazio e restituirlo alla cittadinanza afragolese. Abbiamo scelto un campetto di calcio degradato e pieno di spazzatura, proprio ai piedi delle cosiddette “torri”, di fronte al Tribunale e alla Motorizzazione Civile. Avevamo provveduto all’impianto delle due porte nei giorni precedenti all’evento, grazie alla collaborazione preziosa di Luigi Caputo.
Per l’occasione sono state invitate le scuole afragolesi: S.E.S Europa Unita, L.S.S. Brunelleschi, e S.M.S Ciaramella. Portare i ragazzi in questi posti e farli vivere la situazione precaria del quartiere è un’esperienza di stimolo all’integrazione ed all’abbattimento dei pregiudizi, piaga che attanaglia la nostra città. Purtroppo gli imprevisti sono stati tanti, ma il più grave è stato quello dell’assenza totale delle istituzioni sul posto. “Puliamo il mondo” è una manifestazione nazionale e tutti i Comuni coinvolti oramai sostengono le iniziative sul proprio territorio: la nostra città invece, come sempre, risulta un’eccezione. Il nostro circolo, come tante altre associazioni culturali ed onlus afragolesi, si sente, e praticamente lo è, sempre solo durante le iniziative, soprattutto se si tengono in zone periferiche come le Salicelle. La giornata ha comunque visto l’impegno di tanti ragazzi e di persone che, vedendo dalle finestre del fermento sul campetto, sono scese dalle proprie abitazioni e ci hanno dato una mano. Siamo riusciti a togliere tantissima immondizia, a verniciare le porte ed abbiamo iniziato a creare le strisce per delimitare il campo. Il Comune poteva provvedere nell’occasione ad altre piccole ma importantissime mansioni, per noi impossibili da attuare, come ad esempio: ristabilire la corrente elettrica nei lampioni sopra il campetto, fornirci di attrezzatura minima per il completamento delle strisce sul suolo, fornire attrezzatura professionale per la raccolta dell’immondizia e per la pulizia dei giardinetti circostanti, inviare una squadra di vigili urbani per controllare la zona durante l’evento. Queste richieste sono lecite soprattutto se si pensa che quell’area è comunale e questi servizi dovrebbero essere periodicamente effettuati sul territorio. Il quartiere potrebbe potenzialmente diventare parte integrante del centro di Afragola, ricordiamo che all’interno del rione ci sono: un’area mercato mai messa in funzione, un ufficio postale mai inaugurato, una stazione di Polizia abbandonata, due parchi verdi per passeggiare completamente degradati e mai curati, il distaccamento dei Vigili del Fuoco, la caserma dei Carabinieri, il Tribunale e la Motorizzazione Civile. Insomma, basterebbe creare una vita sociale vera, aperta all’integrazione, introducendo i valori della legalità e del buon senso civile in un contesto al momento abbandonato a sé stesso. Gli abitanti delle torri. insieme all’associazione “il Salice”(che opera attivamente nel quartiere), si sono dati appuntamento a domenica 11 ottobre per completare la pulizia, Legambiente ovviamente sarà presente per concludere il lavoro iniziato: invitiamo a questo punto anche le autorità a partecipare all’iniziativa. Se non si agisce in fretta il territorio continuerà questa disgregazione sociale in atto già da qualche anno. Legambiente, così come le altre associazioni del territorio, continua imperterrita la sua attività, sperando di risvegliare le coscienze in preda al torpore del degrado. Qualcosa si sta muovendo, come testimonia anche il fatto che a breve, sul territorio afragolese, arriverà, con un coordinamento locale, anche “Libera”, l’associazione presieduta da Don Luigi Ciotti che da anni si batte tenacemente contro le mafie.

Andrea Valentino
postato da: AfrAmbiente alle ore 02/10/2009 20:27 | link | commenti
categorie: documenti, iniziative nazionali

Ritorna l'appuntamento con Puliamo il mondo

Come ogni anno, dal 1993, ritorna puntuale l'appuntamento con Puliamo il Mondo, l'edizione italiana di "Clean Up the World", il più grande appuntamento di Volontariato ambientale del mondo. In l'Italia, fin da allora, l'evento viene organizzato da Legambiente, grazie all'instancabile lavoro di oltre 1000 gruppi di "volontari dell'ambiente", che organizzano l'iniziativa a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.

E, per il quinto anno consecutivo, grazie al Circolo Legambiente "Aframbiente", "Puliamo il mondo" arriva anche ad Afragola. Nel 2005, infatti, la manifestazione si svolse presso via Oberdan, nel 2006 al Centro Lumo, mentre nel 2007 è stata la volta del Rione Mattoni ed infine, lo scorso anno, insieme agli studenti del Liceo Brunelleschi, abbiamo ripulito la Villa Comunale di Afragola. Quest'anno, invece, saremo, nella giornata di sabato 26 settembre, a partire dalle ore 9,00, al campetto di calcio delle Torri presso il rione Salicelle di Afragola, per ripulirlo, rimetterlo in sesto e riconsegnarlo ai bambini del quartiere, coronando così gli sforzi fatti in questi mesi attraverso una raccolta fondi che ci ha permesso di acquistare l'occorrente per ristrutturare il campetto. Come al solito, avremo il supporto di diverse scuole quali il Liceo Scientifico "Filippo Brunelleschi", la Scuola Media "Giovanni Ciaramella" e la Scuola "Europa Unita" (presenza, quest'ultima, particolarmente gradita, essendo proprio la scuola del quartiere). Ma ,a sostenerci in questa nostra iniziativa ci sono anche diverse altre associazioni, tra le quali spiccano "La Nuova Casa" ed "Il Salice", che hanno sede proprio nel quartiere Salicelle e sono da sempre nostri fedeli compagni di viaggio in tutte le iniziative organizzate in quello che è uno dei punti più "a rischio" della città.

locandina_pim_sponsorLa locandina preparata in collaborazione con il nostro sponsor, il Parco Commerciale Afragola

Cosa altro aggiungere, se non che... vi aspettiamo numerosi!!!
postato da: AfrAmbiente alle ore 02/10/2009 20:22 | link | commenti
categorie: appuntamenti, iniziative nazionali

Ditta nuova, problemi vecchi...

Contrada regina_settembre_2009Contrada Regina, Afragola, settembre 2009 (da "Articolo1" del 20/09/2009)

Via_Imbriani_settembre_2009Via Imbriani ad Afragola, settembre 2009 (da "Articolo1" del 20/09/2009)

LogoAfRA3_scrittamod_2Ed ecco due editoriali, pubblicati dal giornale "Articolo1" e dedicati all'attuale situazione della gestione dei rifiuti ad Afragola...



Troppi i ritardi di questa amministrazione sulla questione "Rifiuti in città"

La giunta Nespoli ha perso i 400 mila euro, assegnati dalla Regione Campania, per la realizzazione di un'isola ecologica ad Afragola.
Per oltre un anno ha dato tutte le responsabilità solo alla ditta che gestiva la raccolta, senza preoccuparsi di mettere in campo una seria campagna di sensibilizzazione alla raccolta differenziata.
Non ha mai provveduto alla distribuzione di sacchetti speciali per la raccolta differenziata.
Non ha mai installato sul territorio le campane verdi per la raccolta del vetro.
Ha lasciato interi quartieri, come le Salicelle ed altre periferie, senza la raccolta porta a porta.
Non ha garantito per oltre un anno il servizio di raccolta degli ingombranti, e, senza un' isola ecologica, ha costretto i cittadini a trasformare le periferie in discariche a cielo aperto.
Non ha mai affrontato la questione dei rifiuti tossici abbandonati nelle campagne di Afragola.
Ogni sera la nostra città è piena di incendi di rifiuti, anche tossici, che noi cittadini finiamo per respirare.
Non ha ancora provveduto ad una bonifica ed un rilancio delle aree periferiche della città.
Non si è espressa sui video realizzati dalle associazioni ambientaliste locali, che dimostravano che i rifiuti, differenziati dai cittadini, erano poi sistematicamente raccolti in modo indifferenziato.
Afragola non merita tutto questo, non merita I'incapacità di questa amministrazione.
Bertolaso annuncia lo scioglimento di Afragola per i ritardi sull'avvio della differenziata ma qui la situazione continua a peggiorare...
Salvatore Iavarone
Da "Articolo1" del 13/09/2009




Afragola è sempre più sommersa dai rifiuti.
Una città senza controllo, affidata alle poche ore che un Sindaco Senatore dedica ad una città di 65.000 abitanti.
Non è possibile restare a guardare...
Le foto di questa settimana (che potete vedere in alto, ndr) dimostrano ancora di più la totale incapacità di questa amministrazione e della nuova ditta in materia di raccolta rifiuti.
Non possiamo accontentarci di un Sindaco Part-time, se poi la situazione della nostra città è questa...
Intere aree di Afragola sono piene di spazzatura, le periferie sono delle discariche, interi quartieri ancora senza la differenziata, nessuna campagna di sensibilizzazione... e tutto questo per non parlare del verde pubblico... inesistente un piano di recupero e gestione.
Afragola dorme... e la prefettura? E Bertolaso? L'amministrazione è allo sbando e senza bussola...
Salvatore Iavarone
Da "Articolo1" del 20/09/2009

postato da: AfrAmbiente alle ore 02/10/2009 20:10 | link | commenti
categorie: documenti, rassegna stampa

Cartoline dell'estate afragolese

L'estate se n'è andata, ma qui ad Afragola ha lasciato alcuni bei ricordi... eccone una rapida carrellata...

Monnezza_30_07_2009Monnezza_30_07_2009_2Queste foto sono state scattate giovedì 30 luglio ad Afragola, proprio mentre il sindaco Nespoli, in conferenza stampa, diceva che la "situazione rifiuti" in città era sotto controllo... (Da "Articolo1" del 9/08/2009)

taglio_alberi_luglio_2009_1taglio_alberi_luglio_2009_2taglio_alberi_luglio_2009_3In queste altre foto potete vedere i trochi degli alberi tagliati e gettati tra i rifiuti nei pressi dell'AIAS e dello Stadio "Luigi Moccia". Gli alberi erano sul suolo pubblico e rappresentavano il poco verde che era rimasto agli abitanti della zona. (Da "Articolo1" del 09/08/2009).
Differenziata_comune_agosto2009_1Differenziata_comune_agosto2009_2Differenziata_comune_agosto2009_3Differenziata_comune_agosto2009_4Differenziata_comune_agosto2009_5E per finire... Incredibile, ma vero... Siamo stati al Comune di Afragola, ed abbiamo provato ad aprire i contenitori della raccolta differenziata... è la prova lampante che ad Afragola non è mai partita: siamo proprio in alto mare... Al Comune nessuno controlla nemmeno ciò che avviene nelle stanze dell'Amministrazione, è palese che si tratta di un fallimento totale!!! Neanche accanto alla stanza del sindaco si rispettano, e si fanno rispettare, le regole... (Da Articolo1 del 16/08/2009)

Non c'è bisogno di ulteriori commenti...
postato da: AfrAmbiente alle ore 02/10/2009 18:26 | link | commenti (2)
categorie: documenti
venerdì, 07 agosto 2009

Discarica di Lo Uttaro: 10 milioni di euro al Comune di Caserta per la “bonifica”. Che vuol dire?

LogoAfRA3_scrittamod_2Pubblichiamo quest'articolo inviatoci dal prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia presso l'Università di Napoli "Federico II", redatto a partire dalla notizia riguardante i 10 milioni di euro stanziati dal Ministero dell'Ambiente per la bonifica della discarica di Lo Uttaro, che si trova tra il territorio del Comune di Caserta e quello di San Nicola La Strada. Nell'articolo, il professor Ortolani esprime seri dubbi riguardo alla bontà del progetto  per il quale questi soldi sono stati stanziati, dubbi dettati da alcune constatazioni  di carattere tecnico e scientifico. Insomma, i 10 milioni serviranno davvero per riqualificare una zona che a livello ambientale è stata a dir poco massacrata, oppure, si tratta della solita presa in giro mirata ad arricchire ancora una volta "i soliti ignoti"?

Lo_uttaro_2

Quadro ambientale della zona nella quale è ubicata la discarica Lo Uttaro che illustra il “disastro” imputabile ad interventi privati e pubblici

Lo_uttaro_1La discarica a fossa di Lo Uttaro quando era ancora in esercizio e la
contigua cava Mastroianni individuata come discarica a fossa dal DL 90/08.

   

I mass media hanno reso noto che il 4 agosto 2009 è stato sottoscritto a Napoli l’accordo operativo tra Comune di Caserta e Ministero dell’Ambiente concernente gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree di discarica, stoccaggio e trasferenza esistenti in località Lo Uttaro che prevede l’erogazione di 10 milioni di euro in quattro anni. La stima delle opere sarà a cura del Ministero dell’Ambiente dopo l’intervento di caratterizzazione effettuato dall’Arpac. Per il sindaco Petteruti si dà finalmente il via ad un’azione non più rinviabile di bonifica e di riqualificazione ambientale in un’area critica; dei 18 milioni di euro stanziati (sulla carta) per il Comune di Caserta da impegnarsi in opere pubbliche come compensazione per il danno ambientale rimangono solo i dieci milioni che probabilmente non basteranno neanche per la bonifica completa di Lo Uttaro e delle aree attigue, inizialmente prevista a carico del Ministero. Entriamo nel merito: che vuol dire bonificare la discarica di Lo Uttaro? I cittadini sono interessati ad un reale risanamento e restauro ambientale; altri, i soliti ben noti che hanno finora lucrato sullo scandalo rifiuti sono sicuramente interessati a lucrare sulla così detta “bonifica”. I cittadini stanno per essere presi in giro un’altra volta? Ci si può giurare sopra! Prima questione: la bonifica di Lo Uttaro vuol dire che viene cancellato il sito di Cava Mastroianni? Bisogna avere una risposta formale con decreto di cancellazione del sito. L’anno scorso mi sono occupato della ricostruzione dell’assetto geoambientale dell’area compresa tra la discarica chiusa di Lo Uttaro e la confinante Cava Mastroianni individuata nel DL 90/08 come sito in cui realizzare una nuova discarica. La ricerca evidenziò il noto disastro ambientale provocato nella zona di Lo Uttaro mediante accumulo di rifiuti in cave a fossa e sulla superficie del suolo e dispersione di percolato sul suolo e nella falda, al di fuori del rispetto delle vigenti leggi che garantiscono il diritto alla salute di tutti i cittadini, non derogabili dal potere speciale. Le immagini allegate sintetizzano gli elementi più significativi. Mentre è semplice rimuovere i rifiuti, allora accumulati sulla superficie del suolo, e portarli in una discarica che dia la sicurezza ambientale di non inquinamento, non è possibile “bonificare” la discarica di Lo Uttaro scavata a fossa con la base che sfiora la falda (si e no due tre metri) che era già inquinata dai rifiuti come accertato dalla Magistratura. La base dei rifiuti, dentro la profonda fossa, non garantisce l’isolamento e contenimento del percolato che scende verso la falda inquinandola. La superficie esposta all’aria dei rifiuti può essere impermeabilizzata, coperta con terreno e vegetazione che danno l’impressione di una superficie “sana” come se fosse stata dipinta di un verde rassicurante. Lateralmente e alla base i rifiuti non potranno mai essere isolati dall’ambiente circostante poiché il loro spessore è di circa 24 metri, vale a dire di altezza equivalente a quella di un edificio di 8 piani. Ammesso che l’impermeabilizzazione laterale e alla base dei rifiuti fosse stata realizzata alla perfezione come prevede la vigente legge, tale impermeabilizzazione non può durare integra, totalmente, più di 15-20 anni. E’ assolutamente impossibile isolare i rifiuti dello spessore sopra indicato in maniera efficace e duratura. Non si può intervenire alla base dei 24 metri di rifiuti per cui il percolato continuerà a disperdersi nel sottosuolo e nella falda che defluisce verso il confinante Comune di San Nicola La Strada. L’unico modo per bonificare l’ambiente, anche la parte che non si vede, è rimuovere le centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti. Quindi, cosa si “bonifica”? Il conto bancario di chi realizzerà progetto, direzione lavori e opere, sicuramente! I vantaggi saranno tutti loro! Naturalmente a spese dei cittadini. Le voraci e blindate sanguisughe parassitarie che hanno realizzato discariche “illegali dal punto di vista delle leggi naturali” e legalizzate da leggi speciali (che non garantiscono la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche) non sono contestate, di fatto, da alcuna forza politica parlamentare, probabilmente perché tutti sperano, prima o poi, di giocare con il redditizio “giochetto dell’emergenza” e della connessa agevole spesa di denaro pubblico: sembra che ora si siano organizzate per lucrare agevolmente, sempre sulla pelle dei cittadini, sul reale bisogno di disinquinamento dell’ambiente. Per spendere i soldi pubblici nel settore dei rifiuti, l’esperienza insegna, basta che alcune non cristalline strutture tecniche statali e regionali con la benedizione di immancabili docenti universitari ed altri servitori mercenari tecnici e la garantita protezione dei mass media asserviti, di fatto, alle stesse lobbies che lucrano sullo scandalo rifiuti, sfornino progetti improvvisati e non validi scientificamente e tecnicamente spacciandoli per interventi che finalmente disinquineranno l’ambiente mettendo anche a disposizione delle amministrazioni locali qualche manciata di milioni di euro tanto per tenere buono l’elettorato e gli amici degli amici. Di tale non disinteressato comportamento si sono avuti esempi significativi a proposito della proposta di bonifica della discarica di Pianura (caldeggiata dal Ministero dell’Ambiente dopo che alla fine di gennaio 2008 la Magistratura di Napoli aveva messo sotto sequestro il sito perché ritenuto pericoloso) che i tecnici del ministero dell’Ambiente volevano bonificare senza nemmeno sapere quali problemi dovessero risolvere e se tali problemi fossero risolvibili. Il fine da raggiungere era palesemente intuibile: spendere con disinvoltura decine di milioni di euro ben sapendo che solo la superficie dei rifiuti poteva essere bonificata ma non i circa 45 milioni di metri cubi di rifiuti di tutti i tipi accumulati in gran parte senza alcuna impermeabilizzazione alla base per una altezza che supera i 70 metri, vale a dire equivalente ad un grattacielo di 23 piani. Alcuni cittadini hanno segnalato che mentre si eseguivano i sondaggi per verificare lo “stato di salute ambientale” di Pianura hanno visto fumo e fiamme sprigionarsi da un sondaggio in esecuzione al di fuori della discarica a testimonianza della pericolosità ambientale connessa alla dispersione di gas e percolato. Lo scrivente ha più volte denunciato che non possono essere usate le cave a fossa in rocce permeabili che ospitano la falda idrica in quanto non si può garantire l’isolamento alla base e lateralmente dei rifiuti per oltre 15-20 anni. I rifiuti accumulati nelle fosse diventano nuovi “giacimenti geologici” a vita altamente inquinanti non tanto per la sostanza organica ma per tutti gli elementi nocivi che caratterizzano i rifiuti non differenziati e non selezionati dell’area campana più simili ad una miscela di rifiuti speciali, nocivi e rifiuti urbani. Naturalmente si parlerà anche della bonifica della discarica di Chiaiano, altro grattacielo di rifiuti infilato nel sottosuolo come un tumore maligno innestato nel Parco Naturale delle Colline dei Camaldoli che i responsabili istituzionali fanno finta di non vedere e ora anche di “non sentire”, magari con gli occhi già luccicanti e riflettenti il simbolo dell’euro. Anche della discarica di Terzigno, realizzata nel Parco Naturale del Vesuvio e in zona protetta ambientalmente SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale) sarà proposta la bonifica. Anche qui sarà una presa in giro per i cittadini perché non si potrà risanare l’ambiente e la falda dopo avere colmato il buco a fossa con circa 70 metri di rifiuti. Siamo chiari e onesti intellettualmente: la bonifica dei siti inquinati è necessaria ma non può rappresentare una nuova fonte di facili guadagni realizzando interventi che non servono a restaurare l’ambiente e ad eliminare i focolai di inquinamento. Le citate istituzioni tecniche, continuando ad operare come finora hanno fatto, non sono in grado di rasserenare i cittadini garantendo l’esecuzione di interventi adeguati, duraturi e risolutivi. Bisogna essere chiari in tutte le sedi dal momento che verranno utilizzati i soldi dei cittadini. Tornando alla bonifica di Lo Uttaro, ogni progetto deve essere valutato interdisciplinarmente da tecnici super partes di fiducia dei cittadini in modo da definire quali saranno i reali benefici che discenderanno dalla esecuzione delle opere. Sicuramente è possibile bonificare la base su cui poggiano e hanno poggiato i rifiuti accumulati sulla superficie del suolo per anni. E’ possibile pure isolare la superficie dei rifiuti, a contatto con l’aria, che colmano le cave a fossa nonchè canalizzare il biogas ed evitare che eventuali gas nocivi si disperdano nell’atmosfera. Diciamo chiaramente che non è possibile eliminare l’inquinamento della falda in maniera efficace e verificabile nonché duratura, a meno che non si spostino gli 8 piani di rifiuti che colmano le fosse. Si può contenere ed eliminare l’inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda la falda deve essere eseguita una accurata e verificabile indagine di idrogeologia tridimensionale con la caratterizzazione delle acque stabilendo esattamente la distribuzione verticale e laterale dell’inquinamento e le sue cause al fine di definire un piano di tutela ambientale e della salute dei cittadini. Anche se la fonte dell’inquinamento si trova nel Comune di Caserta, gli inquinanti si diffondono nel sottosuolo nei territori comunali circostanti: definita l’area danneggiata vanno messi a punto gli interventi che possono anche non essere attribuiti al solo comune dove è ubicato il sito. I fondi devono servire solo ad eliminare e contenere l’inquinamento; nessuna forma di compensazione per il territorio circostante non danneggiato da interventi privati e pubblici illegali secondo le leggi dell’ambiente.

Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II
7 agosto 2009

Lo_uttaro_3
Lo_uttaro_4Sezioni geoambientali che illustrano lo spessore dei rifiuti che colmano la discarica Lo Uttaro e l’esiguo diaframma di tufo fratturato e permeabile che li separa dalla confinante Cava Mastroianni. Sono rappresentate anche le fonti di inquinamento del suolo e della falda causate da dispersione di percolato.
postato da: AfrAmbiente alle ore 07/08/2009 19:27 | link | commenti
categorie: documenti
lunedì, 03 agosto 2009

Afragola: al via lo smaltimento del materiale elettrico ed elettronico

LogoAfRA3_scrittamod_2I cittadini interessati potranno smaltire il materiale elettrico ed elettronico concordandone il recupero, presso le proprie abitazioni, con l'Ufficio Ambiente del Comune.
Il servizio è attivo a partire da lunedì 6 luglio, tutti i giorni dalle ore 08,00 alle ore 13,00. I numeri dell'Ufficio Ambiente da contattare - per concordare le modalità di recupero di computers, stampanti, ferri da stiro ed altro materiale elettrico non più utilizzabile -  sono i seguenti: 0818529506, oppure 0818529508

In caso di disservizi e di problemi, vi invitamo a contattare la redazione del giornale "Articolo1" all'indirizzo universitari@libero.it oppure il nostro circolo all'indirizzo aframbiente@yahoo.it. In questo modo, potremo controllare al meglio il funzionamento o meno di tale servizio, finalmente (ed era ora!) attivato dal Comune di Afragola (e non da noi, ndr).
postato da: AfrAmbiente alle ore 03/08/2009 15:32 | link | commenti
categorie: documenti

Tutti in piazza contro la violenza ed il razzismo

Manifestazione_antirazzismo_3Lo striscione dell'Associazione Immigrati Uniti di Afragola, organizzatrice dell'evento (foto di Rosario D'Angelo) 
Manifestazione _antirazzismo_10"Siamo tutti migranti" lo slogan della Scuola di Pace e dei Circoli Legambiente di Afragola e Scampia (foto di Lorenzo Tommaselli)

Manifestazione_antirazzismo_11Il corteo attraversa Corso Enrico De Nicola (foto di Lorenzo Tommaselli)

LogoAfRA3_scrittamod_2Ecco alcune foto della manifestazione antirazzismo tenutasi ad Afragola il 25/07/2009. Tante persone hanno partecipato al corteo, organizzato dall'Associazione degli immigrati uniti di Afragola, che per l'occasione era aperto dal gonfalone del Comune di Afragola, rappresentato dal vice-sindaco Antonio Pannone. Riportiamo sotto una testimonianza del prof. Aldo Bifulco, che ha partecipato con noi alla manifestazione: testimonianza che, purtroppo, si chiude con una nota polemica piuttosto amara, ma che ci sentiamo di condividere in pieno.


Stamattina (25/07, ndr) ho partecipato alla Manifestazione organizzata dall'Associazione degli Immigrati Uniti di Afragola, contro il razzismo, lo sfruttamento, la violenza nei confronti degli immigrati, in solidarietà con Yaya, partita dalla P.zza Belvedere di Afragola, che ha visto l'adesione di numerose associazioni locali e cittadine, il sindacato e numerose presenze della società civile.
Yaya è un giovane del Burkina Faso che è stato gambizzato da due pregiudicati locali mentre tornava, con un suo connazionale, dalla mensa della Caritas, lungo Via Sacri Cuori. A pochi giorni dall'entrata in vigore del "Pacchetto Sicurezza", che possiamo considerare una nuova forma di "Apartheid", si scatena l'intolleranza e la violenza nei confronti di inermi immigrati.
 Volevo segnalare un episodio curioso, ma molto inquietante, che ha preceduto l'avvio della manifestazione. Poliziotti solerti hanno preteso di leggere il contenuto dei numerosi cartelli che erano stati preparati dagli organizzatori o da liberi cittadini. Una sorta di "censura preventiva" in netto contrasto con i diritti della libertà di espressione sanciti dalla Carta costituzionale.
Da tener presente che alla manifestazione era presente anche il gonfalone del Comune di Afragola. Mi domando se questa pratica è un'indicazione presente nel "Pacchetto sicurezza"...in tal caso non mi sembra più improprio parlare di "regime"....oppure rappresenta un eccesso di zelo delle forze dell'ordine.
In ogni caso caso suggerirei al Ministro Maroni, al Prefetto o al Capo della Polizia, di avviare un corso di lingua straniera per la Polizia, perchè molti manifesti erano scritti in "francese" ed in "inglese"...e  forse qualche contenuto"pericoloso" potrebbe essere sfuggito.
Aldo Bifulco

postato da: AfrAmbiente alle ore 03/08/2009 15:14 | link | commenti
categorie: documenti, iniziative locali
venerdì, 24 luglio 2009

Ma che bel paese...

Foto_monnezza_luglio_2009_5
Foto_monnezza_luglio_2009_1
Foto_monnezza_luglio_2009_2"L'emergenza rifiuti in Campania è finita". Davvero? Giudicate voi... scattate ad Afragola nel luglio del 2009, cioè... pochi giorni fa


LogoAfRA3_scrittamod_2Ancora una denuncia sulle pietose condizioni in cui versa il nostro paese...






Sempre più una città senza regole e senza controllo. Non funziona la differenziata, ma neppure la raccolta degli ingombranti. I ritardi sono forti, ed il disagio aumenta. Le nostre periferie sono pattumiere a cielo aperto e i cittadini si lamentano ed inviano foto delle periferie della città alla nostra redazione. Tante le battaglie e le iniziative delle associazioni ambientaliste locali ma, con un'amministrazione che non vuole ascoltare, diventa difficile confrontarsi. Afragola è l'unico Comune che non ha messo in piedi una seria campagna di sensibilizzazione per la differenziata e non ha distribuito sacchetti per la raccolta dei rifiuti. Anche l'isola ecologica è solo un miraggio, dopo che il sindaco ha perso i 400mila euro concessi dalla Regione Campania al nostro Comune. I ritardi sono evidenti e, secondo quanto annunciato dal governo, l'amministrazione dovrebbe essere sciolta per incapacità politica. Ma staremo a vedere...
Salvatore Iavarone 
Da "Articolo1" del 26/07/2009
postato da: AfrAmbiente alle ore 24/07/2009 16:55 | link | commenti
categorie: documenti

Contro il razzismo, lo sfruttamento e la violenza, sempre!!!

LogoAfRA3_scrittamod_2Pubblichiamo quest'appello che ci giunge dall'Associazione Immigrati Uniti di Afragola, sottolineando la nostra piena adesione all'iniziativa che si terrà sabato 25 luglio in Piazza Belvedere alle ore 9, alla quale invitamo tutti a partecipare.


APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA AD AFRAGOLA

Mercoledì 15 luglio 2009 ad Afragola Yaya, un giovane lavoratore del Burkina Faso, è stato gambizzato da due noti pregiudicati. Yaya tornava con un suo connazionale lungo via Sacri Cuori dalla mensa Caritas, dove erano andati a mangiare quando due uomini a bordo di uno scooter gli si sono avvicinati e gli hanno sparato due colpi di pistola ferendolo alle gambe.

A due giorni dall’entrata in vigore del Pacchetto Sicurezza i lavoratori immigrati sono ancora una volta colpiti, sono ancora una volta le vere vittime dell’intolleranza, della xenofobia fomentate da una cultura basata sulla paura del diverso.

Con il Pacchetto Sicurezza è introdotto il reato d’immigrazione clandestina che criminalizza "tout court" gli immigrati irregolari, si prolunga la detenzione dei migranti nei Cie fino a 18 mesi, si sancisce un incostituzionale aggravio di pena a parità di reato se a commetterlo è un immigrato senza permesso di soggiorno. E ancora sono eliminate le poche garanzie per i richiedenti asilo, irrigiditi i requisiti per i ricongiungimenti familiari con l’esame del DNA a spese del richiedente, mentre si minaccia il sequestro dell’immobile per chi fitta un appartamento ad immigrati irregolari, con il prevedibile effetto di un’ulteriore impennata degli affitti in nero. In questo clima è grottesco che si proponga una “sanatoria selettiva” solo per colf e badanti come se gli altri lavoratori immigrati non avessero diritto alla regolarizzazione.

QUELLA CHE CHIAMANO SICUREZZA È UNA FORMA NUOVA DI APARTHEID.

È ORA DI REAGIRE ALLE LOGICHE E AGLI ATTI DI RAZZISMO ISTITUZIONALE E DIFFUSO: si arriva persino ad attaccare e mettere in discussione la vita stessa, in nome e con la scusante del nostro vivere meglio ed essere tutti più liberi.

È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI per contestare le politiche razziste e liberticide del governo, laddove il razzismo non guarda solo al colore della pelle, ma vuole colpire trasversalmente tutti coloro che reclamano diritti, reddito, casa, cittadinanza, libertà di movimento.

Per questo l’Associazione degli Immigrati Uniti di Afragola fa appello ai lavoratori, alle lavoratrici, agli studenti, alle studentesse, alle associazioni, ai movimenti, ai partiti, ai sindacati, alla società civile tutta affinché siano parte di questa lotta, a partecipare alla manifestazione che si terrà ad Afragola sabato 25 luglio

CONTRO IL RAZZISMO, LO SFRUTTAMENTO E LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI, IN SOLIDARIETA’ CON YAYA

CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

CONTRO LA SANATORIA SELETTIVA

25 LUGLIO AFRAGOLA ORE 9 PIAZZA BELVEDERE

Per informazioni e adesioni scrivere ad associazione_immigratiuniti@hotmail.it


Ed ecco il testo dell'articolo che parla del grave episodio accaduto il 15 luglio, apparso su "Articolo1" del 26/07/2009.


Una città senza sicurezza
Yaya Abdel Zampou, questo il nome dell'extracomunitario che mercoledì 15 luglio è stato ferito in Via Principe di Napoli ad Afragola. Il giovane del Burkina Faso, 21 anni, si era opposto alla camorra che gestisce il racket del caporalato. E' considerato un leader dai ragazzi nordafricani che lavorano nei campi nell'area a nord di Napoli, perché ha il coraggio di battersi per i diritti dei più deboli. Questo suo coraggio è stato sfidato da due uomini che alle 20 circa gli hanno sparato, alle gambe, tre colpi di arma da fuoco. Poche ore dopo l'agguato, per l'accaduto, sono stati arrestati Raffaele Rosmanno, 59 anni, detto "O Corcione" e Salvatore Caccavale di 39 anni, detto ''Salvatore 'o Criminale" entrambi di Afragola, vicini al clan Moccia. Il caporalato è un fenomeno di sfruttamento della manovalanza, per lo più agricola, c'e' un '' caporale '' che gestisce la piazza, ed ogni mattina, prima dell'alba, si reca nelle piazze dei paesi o città a cercare manodopera giornaliera per condurla nei campi o nei cantieri edili, spesso abusivi. Per tale servizio, i ''caporali'' chiedono una sorta di pizzo per chi vuole lavorare, pretendendo da questi lavoratori una percentuale sulla paga giornaliera, 5 euro ogni 20 guadagnati.
Ora Yaya vuole andare via da Afragola, vuole andare via dalla Campania per raggiungere i suoi genitori a Mllano, città che potrebbe offrirgli maggiori prospettive di lavoro rispetto a una paga giornaliera di 20 euro. Intanto, manifestazioni di solidarietà stanno arrivando dal mondo delle associazioni, dai partiti e dalle sigle sindacali. L'Osservatorio regionale delle povertà, nel proprio comunicato stampa esprime solidarità al giovane immigrato. " Questo grave episodio interroga l'intera collettività. Certamente interroga in primo luogo quanti hanno il compito istituzionale di vigilare perché siano rispettati e tutelati i diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori, e anche quanti determinano con le loro scelte priorità e modalità di intervento sul piano delle politiche di protezione ed inclusione sociale e lavorativa'' Solidarietà anche dalla CGIL-Campania che parla di atto gravissimo, dalle Associazioni territoriali, dai giovani democratici e da tanti cittadini.
Gli immigrati si ritrovano a tutte le ore del giorno in Piazza Municipio, si recano in Via Sacri Cuori presso la mensa curata dai Missionari, e in via Principe di Napoli vivono nei cosiddetti "bassi", in condizioni pietose. Aspettano di essere chiamati per lavorare per 12-13 ore al giorno con una paga minima, in mancanza di qualsiasi forma di assistenza o tutela, ed in condizioni di salute a dir poco precarie. Questi lavoratori sono sempre più indispensabili per  l' agricoltura dei nostri campi, eppure restano "invisibili'', ignorati e privati dei diritti più essenziali.



postato da: AfrAmbiente alle ore 24/07/2009 16:21 | link | commenti
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Aiutiamo a costruire l'asilo a Quihà...

Lino PiccaLino Picca

LogoAfRA3_scrittamod_2Pubblichiamo un messaggio che ci arriva da Lino Picca, presidente del Forum per l'infanzia "Gregorio Donato", una delle associazioni impegnate nella costruzione del secondo modulo dell'asilo nido a Quihà in Etiopia (di cui abbiamo più volte parlato in precedenza). A questa grande gara di solidarietà, da lungo tempo ed attraverso numerose iniziative, partecipano anche alcuni gruppi afragolesi: oltre al Circolo Legambiente "Aframbiente", ci sono l'Associazione ex studenti del Liceo "Brunelleschi" ed il gruppo di solidarietà "Mahlet", tutti nati dalla grande sensibilità di un ex docente, il prof. Aldo Bifulco, autore anche di un libro, intitolato "Il giardino del Liceo: un ponte tra le generazioni", i cui proventi sono stati destinati interamente al progetto dell'asilo nido di Quihà.
Il messaggio che segue ci è stato inoltrato proprio da lui, insieme con una proposta. Dice il prof. Bifulco: "Innanzitutto volevo manifestare la mia soddisfazione a tutti gli ex studenti del Liceo "F.Brunelleschi" per aver collocato quasi tutte le mille copie del libro " Un giardino del Liceo" (ne sono rimaste cinque!) ed aver contribuito (anche se non sono in possesso delle cifre esatte) con più di 5000 € alla costruzione del secondo modulo del "Centro dei diritti dell'Infanzia" di Quihà-Makallè in Etiopia. Anche il gruppo "Mahlet" del Liceo ha dato il proprio significativo contributo. Questa soddisfazione viene un pò mitigata dalle notizie che mi arrivano da Lino Picca, il Presidente del Forum Infanzia "Gregorio Donato" (vedi messaggio, ndr)". E prosegue: "Stiamo valutando la possibilità di una ristampa del libro perchè sono ancora tantissimi gli ex studenti che non sono stati ancora raggiunti". L'invito è dunque, a tutti coloro che volessero aiutare noi ed il prof. Bifulco, a contattarlo, anche tramite questo blog (lasciando un commento o scrivendo all'indirizzo aframbiente@yahoo.it), per prenotare le nuove copie del libro, i cui proventi certamente potranno contribuire a realizzare un obiettivo importantissimo.



Ho il piacere di comunicarvi che il secondo modulo è stato completato e che in autunno sarà consegnato all'H.E.W.O. (l'Associazione di Carlo e Franca Travaglino con la quale collaboriamo) per essere attivato col nuovo anno scolastico 2009/10. In tal modo, altri 100 bambini potranno essere accolti, seguiti, curati, educati e sottratti al loro destino di abbandono, di malattia e di morte. L'impegno per noi, però, non è ancora terminato, perchè entro l'anno dobbiamo versare all'Impresa costruttrice il restante importo di circa 40.000 €  per saldare il conto complessivo dell'opera che ammonta a 111.000 €. Putroppo, dobbiamo scontare il mancato adempimento degli impegni assunti da alcune Istituzioni e che avrebbero coperto, grosso modo, le spese rimanenti. A questo punto non ci rimane che "rimboccarci le maniche", creare occasioni, inventarsi iniziative, provvedere con un piccolo contributo personale..... i bambini di Quihà sentiranno la nostra vicinanza, comunque!

Le modalità per effettuare eventuali versamenti sono queste:
-  c.c.postale:15207848 intestato a Ugo Mughini Vice-Presidente Forum
Infanzia Cava d/T (SA)
- c.c. bancario: 651812/31 presso UniCredit Banca di Roma S.p.A. (Via
C.Tafuri, n°5 - 84013 Cava d/T SA)- IBAN IT 87 Q 0300276171000400951798

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